Un’irritazione al pene, in molti casi, è un sintomo di condizioni molto serie. Una su tutte, la fimosi.

Avere il pene arrossato è una situazione che può nascondere diverse insidie. Sottovalutare certi segnali potrebbe dar vita a problematiche molto gravi che, oltre a condizionare in negativo la vita di tutti i giorni, possono mettere in pericolo la salute del pene stesso.

In questo articolo scoprirai in quali casi il rossore al pene può portare alla formazione di una fimosi.

Arrossamento del glande e puntini rossi: cosa sta succedendo?

L’estremità del pene, che comprende glande e prepuzio, è indubbiamente la parte più sensibile dell’organo riproduttivo maschile. Ti sarà senz’altro capitato di constatarlo. Non è raro, infatti, che in quest’area si manifestino irritazioni e rossori, magari dopo una masturbazione eccessivamente vigorosa o dopo un rapporto sessuale. Questi episodi, tuttavia, tendono ad avere un decorso abbastanza rapido, e il disagio svanisce spontaneamente in poche ore.

In alcuni casi, però, le cose vanno diversamente.

Hai notato un arrossamento anomalo al glande, accompagnato da prurito o, addirittura, da dolore? È molto probabile che tu sia alle prese con una balanite, ovvero un’infezione della pelle del glande. Le cause scatenanti di una condizione simile possono essere varie: una scarsa igiene intima, ad esempio, può favorire stati infettivi. Ma è anche possibile che l’utilizzo di un detergente troppo aggressivo stressi la pelle al punto tale da determinare un’irritazione.

Un’altra situazione comune è la cosiddetta balanite da sfregamento”, causata da mutande troppo aderenti o da tessuti irritanti per la cute. A prescindere dai fattori scatenanti, un glande arrossato necessita di un trattamento tempestivo, in quanto da una simile infezione possono derivare altre complicazioni. La più comune è la fimosi.

Leggi anche: Dolore al glande: possibili cause e rimedi da adottare

Questa alterazione, che può presentarsi in maniera grave (fimosi serrata) o meno grave (fimosi non serrata), impedisce la scopertura spontanea del glande a causa di un restringimento del prepuzio. Ma che correlazione esiste tra il rossore al glande e un prepuzio troppo stretto?

Ora ci arriviamo.

Prepuzio arrossato e bruciore: anche questo è un segnale di fimosi.

Come ben saprai, il prepuzio è il lembo di pelle che ricopre il glande quando il pene è in stato di riposo. Ora, è chiaro che, in presenza di uno stato infettivo al glande, anche il prepuzio sia esposto alla medesima sorte. Il tessuto prepuziale, infatti, entrando in contatto con la sua mucosa infiammata, rischia di infettarsi a sua volta. Un prepuzio che subisce questo tipo di infiammazione, denominata “postite”, evidenzia sintomi del tutto analoghi a quelli propri della balanite, ovvero arrossamento, comparsa di punti rossi, vescicole e chiazze.

L'arrossamento al pene può anticipare la fimosi

Cosa accade alla pelle del prepuzio quando persiste uno stato infettivo come questo?

Poiché si tratta di un tessuto estremamente sensibile, a causa dell’infiammazione si formano microlesioni e, in alcuni casi, vere e proprie spaccature (che danno vita a sanguinamento). Il tessuto cicatriziale che si forma sull’anello fimotico, di conseguenza, priva quest’ultimo della sua naturale elasticità. Ecco, allora, che un’azione come scoprire il glande diventa complicata o, addirittura, impossibile.

La fimosi, a sua volta, crea una serie di disagi che, oltre a complicare la vita sessuale, può causare seri problemi di salute. È ovvio, dunque, che sia più opportuno intervenire sui fattori scatenanti piuttosto che sottovalutare il problema e ritrovarsi a dover curare la fimosi. Vediamo come dovresti agire in entrambi i casi.

Come far passare l’irritazione al pene e come agire in presenza di fimosi?

Prima di tutto, un consiglio.

Cerca di evitare i rimedi naturali “fai da te” o i proverbiali rimedi della nonna che trovi sul web, che spesso non fanno che peggiorare le cose. In caso di comparsa dei primi sintomi di balanite, postite, o balanopostite (infiammazione contemporanea di glande e prepuzio), la cosa più saggia da fare è rivolgersi al proprio medico.

Egli, con tutta probabilità, ti prescriverà una terapia a base di antibiotici, antinfiammatori e cortisonici da assumere per via orale e/o locale mediante applicazione di pomate; oppure, nei casi più gravi, ti suggerirà una visita specialistica con un dermatologo, un urologo o un andrologo. Può capitare, però, che il problema venga inizialmente ignorato, e che si decida di andare dal medico quando ormai è troppo tardi e la fimosi è già presente.

Cosa fare in queste circostanze?

Il rimedio più in uso per risolvere questa alterazione del pene è la circoncisione, un intervento chirurgico che prevede la rimozione del prepuzio. Tuttavia, molti uomini preferirebbero evitare una soluzione così drastica che, oltre a privarli di una parte del proprio corpo, li costringerebbe a una lunga convalescenza. Ed è per questo che abbiamo brevettato Phimostop: l’unico rimedio non chirurgico per curare la fimosi.

Leggi anche: Ginnastica per la fimosi? Ecco perché non è sicura e (spesso) risolutiva

Il nostro prodotto, validato dal Ministero della Salute, consente al prepuzio di riacquistare l’elasticità e la propria capacità dilatativa mediante una progressiva stimolazione. Il tutto in maniera non invasiva e indolore.

In conclusione

Il problema del rossore al pene è solamente il preludio di situazioni ben più gravi.

La comparsa di una fimosi potrebbe determinare serie complicazioni sia dal punto di vista sessuale sia da quello urologico, esponendoti al rischio di infezioni delle vie urinarie, parafimosi e disfunzione erettile. Vuoi liberarti di questo problema in maniera rapida e senza dover passare per la sala operatoria?

Scopri subito come funziona Phimostop.

Clicca qui!