Perché il prurito al glande può essere l’esordio di qualcosa di serio

Il prurito al glande è una fastidiosa condizione che può causare disagio e imbarazzo nella vita quotidiana.

Ma talvolta il problema non è solo questo.

È infatti possibile che il prurito sia solo il preludio di un disturbo più grave come la fimosi.

In situazioni come queste, specialmente nel caso della fimosi serrata, la frustrazione è all’ordine del giorno e i rischi per la propria salute sono più alti di quello che si può pensare.

In quest’articolo spiegheremo quali possono essere le cause del prurito e quali le conseguenze del prendere alla leggera un sintomo apparentemente banale come questo.

Il prurito al glande può significare fimosi

Le cause del prurito al glande: scarsa igiene o qualcosa di più grave?

Il prurito al glande può essere legato a diversi fattori di carattere igienico-sanitario.

In certi casi si tratta è sintomo di un eccessivo accumulo di smegma, dato dalla scarsa pulizia del pene. Ma, se associato ad altre condizioni quali rossore e gonfiore, può significare la presenza di malattie genitali.

Le più comuni condizioni patologiche, causa del prurito al glande, sono:

  • la balanite infiammazione della testa del pene spesso accompagnata da postite, cioè l’infiammazione della mucosa prepuziale;
  • la psoriasi genitale malattia infiammatoria autoimmune caratterizzata dalla presenza di piccole macchie rosse;
  • le micosi – infezioni fungine come la candida;
  • l’eczema dermatite a carattere immunitario-irritativo.

Quando si ha a che fare con disturbi del genere è bene chiedere immediatamente consiglio al proprio medico che deciderà se prescrivere una cura farmacologica e, se necessario, una visita specialistica.

Se non si interviene subito, infatti, le infiammazioni al glande o al prepuzio possono causare microlesioni e lacerazioni di quest’ultimo.

La successiva cicatrizzazione di tali lesioni può minare l’elasticità dell’anello fimotico (l’area di transizione tra la superficie esterna e quella interna del prepuzio) creando i presupposti per lo sviluppo della fimosi.

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Fimosi: perché non va presa sottogamba

La fimosi è un restringimento anomalo dell’anello fimotico che impedisce al prepuzio di scorrere sul glande.

A seconda del tipo di alterazione anatomica e del momento in cui insorge, abbiamo diverse forme di fimosi:

  • fimosi non serrata – quando è possibile ritrarre parzialmente il prepuzio sul glande;
  • fimosi serrata – quando la ritrazione del prepuzio è totalmente impedita. Ciò causa la flaccidità del pene e, di frequente, dolori alla minzione;
  • parafimosi – quando si scopre il glande ma è poi impossibile riportare il prepuzio a coprirlo. Questo comporta lo strozzamento della testa del pene con conseguenti problemi di circolazione sanguigna che possono portare alla cancrena;
  • fimosi congenita – quando è presente sin dalla nascita. In questo caso si interviene chirurgicamente solo quando la stenosi è particolarmente grave. Può essere serrata o non serrata;
  • fimosi acquisita – quando si manifesta in età adulta a seguito di infiammazione del pene o traumi meccanici ( come sfregamento, masturbazione troppo vigorosa, rapporti sessuali). Anch’essa può essere serrata o non serrata.

Benché non sia una patologia in senso stretto, è bene non sottovalutare la fimosi e le sue possibili conseguenze.

Questa alterazione morfologica del prepuzio, infatti, può intaccare enormemente la sfera sessuale creando ulteriori disagi.

Il mancato trattamento, poi, favorisce l’insorgenza di infiammazioni genitali come quelle citate in precedenza, contribuendo a un peggioramento del disturbo in questione e scatenando l’attivazione di un pericoloso circolo vizioso.

La fimosi è dunque una condizione da affrontare il più rapidamente possibile per tornare a vivere serenamente con sé stessi e con gli altri.

La fimosi è curabile senza chirurgia

Come si cura la fimosi?

Vista la serietà delle possibili complicazioni, è bene non prendere alla leggera la comparsa della fimosi. Mai affidarsi a cure “fai da te”, magari conosciute col passaparola della vicina impicciona che sostiene la validità dei “rimedi di una volta”.

Per curare la fimosi la prima cosa da fare dev’essere sempre rivolgersi al proprio medico che deciderà come procedere.

Nei casi più lievi di fimosi, si tende spesso a intervenire con la somministrazione di pomate a composizione stereoidea.

Nel caso di forme particolarmente gravi, si ricorre invece spesso alla circoncisione, vale a dire la rimozione chirurgica del prepuzio, liberando totalmente il glande. Tuttavia è comprensibile che un intervento chirurgico che rimuove per sempre una parte del corpo non sia esattamente il massimo per chi soffre di questa condizione.

“Ma che altro potrei fare?” diranno coloro che soffrono di gravi forme di fimosi.

Beh, la verità è che esiste un’alternativa non invasiva, e validata dal Ministero della Salute: Phimostop!

Si tratta di un rimedio che consente di recuperare gradualmente l’elasticità del prepuzio e di uscire dall’incubo della fimosi senza alcun intervento chirurgico e in modo totalmente indolore.

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In conclusione

Abbiamo visto quali insidie può nascondere il prurito al glande e come può portare alla fimosi. Ma abbiamo visto anche che esistono delle cure per tornare a una vita serena.

Ribadiamo che in questi casi la cosa più saggia è affidarsi alle cure di medici professionisti, in questo caso gli andrologi.

Nel prossimo articolo illustreremo cosa possono fare questi specialisti per chi si trova alle prese con la fimosi