Hai dubbi su come medicarti dopo la circoncisione? Ecco cosa fare

Per curare la fimosi si ricorre talvolta alla circoncisione.

Chi si sottopone a questo, come a qualunque altro intervento chirurgico, si trova alle prese con la medicazione quotidiana, che talvolta può essere anche piuttosto complicata.

Da una parte il disagio per il bendaggio, i punti e quella ferita ancora in via di guarigione che non smette di pizzicare. Dall’altra un grande punto interrogativo su come procedere per medicarla.

I genitali sono una parte molto delicata e, quando c’è di mezzo anche una lesione, ogni minimo movimento della zona è un patema d’animo. In questi casi la scelta migliore è seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio medico. Il suo lavoro è quello di farti star bene, per cui fidati e non avere timore.

In questo articolo spiegheremo quali sono i consigli sulla medicazione che solitamente vengono dati dagli specialisti in seguito alla circoncisione.

Per cosa si pratica circoncisione

Circoncisione e fimosi: ecco a cosa fare attenzione

Nelle condizioni di fimosi più gravi può capitare che il prepuzio sia talmente irrigidito che il glande non si scopre da solo durante l’erezione.

In questi casi si corrono gravi rischi per la salute ed è necessario intervenire al più presto consultando uno specialista.

Il problema in questi casi è la completa chiusura del glande, motivo per cui si parla di fimosi serrata. Per risolvere questa grave condizione si ricorre spesso alla rimozione totale del prepuzio, liberando così definitivamente la testa del pene.

Questo tipo di intervento si chiama circoncisione ed è praticato molto più diffusamente di quanto si possa pensare. Si stima infatti che in tutto il mondo circa un terzo degli uomini sia circonciso. La diffusione di questa pratica è dovuta anche alla sua rilevanza storica, essendo stata praticata per secoli per motivi religiosi.

Ad ogni modo, qualunque sia il motivo che porti alla scelta di subire la circoncisione, è bene porre particolare attenzione al momento della guarigione perché sia il più rapido e indolore possibile.

Come noto, ogni intervento chirurgico, anche il più semplice, può nascondere delle insidie quando la ferita non viene pulita correttamente.

Ciò vale a maggior ragione per una zona delicata come i genitali. Per questo la medicazione post operatoria è un momento particolarmente critico per chiunque si sottoponga alla circoncisione.

Leggi anche: Questi i principali rischi della circoncisione del pene

Circoncisione: come medicarsi per evitare infezioni

La circoncisione è un’intervento di routine con un decorso post operatorio di circa un mese.

Una volta terminata l’operazione, saranno applicati dei punti di sutura e il chirurgo consiglierà al paziente come prendersi cura della ferita in via  di guarigione.

Sottolineiamo che, nella delicata fase di guarigione, è bene seguire per filo e per segno le indicazioni dello specialista e non prendere mai iniziative personali senza prima avere il suo consenso.

Ad ogni modo, illustreremo quelle che sono le indicazioni mediche solitamente date al riguardo.

Chi dovrà occuparsi della medicazione sarà il paziente stesso, provvedendo quotidianamente a togliere il bendaggio e disinfettare la ferita e per farlo comodamente è consigliabile sedersi a cavalcioni sul bidet. Si dovrà poi proseguire sciacquando il pene con una soluzione disinfettante e asciugandolo poi accuratamente con una garza.

Per accelerare il processo di guarigione ed evitare infezioni post operatorie è bene applicare anche creme antibiotiche e cicatrizzanti, naturalmente scegliendole in base alle indicazioni del medico.

Una volta terminata la medicazione è consigliabile posizionare il pene all’interno della biancheria intima tenendolo con la testa all’insù per evitare che si gonfi. Passati alcuni giorni è possibile lavare il pene con acqua e sapone, facendo sempre particolare attenzione ad asciugarlo bene e a non fare bruschi movimenti durante la pulizia.

Eseguendo quotidianamente un’accurata medicazione e pulizia il processo di guarigione sarà rapido e i punti dovrebbero cadere da soli nell’arco di 15-20 giorni.

Cosa evitare durante la guarigione

Dopo l’intervento: quali cambiamenti nella vita quotidiana e per quanto?

Oltre a questi accorgimenti, il medico consiglierà anche di astenersi dai rapporti sessuali e dalla masturbazione per la durata della convalescenza, in quanto sfregamenti ed erezioni rischierebbero di portare alla riapertura della ferita.

Se si notasse qualunque sintomo inaspettato durante la guarigione, è bene parlarne immediatamente al proprio medico che saprà come intervenire nel modo migliore.

Non c’è comunque motivo di spaventarsi se si notano cambiamenti nella sensibilità del glande, in quanto assolutamente normale.

Nella maggior parte dei casi la testa del pene sarà più sensibile in quanto a diretto contatto con l’esterno senza la protezione del prepuzio. Col passare del tempo però il glande si adatterà alla nuova situazione.

Curiosamente è anche possibile il contrario, vale a dire una perdita di sensibilità. Ciò si verifica in seguito agli effetti della fimosi che causa spesso la screpolatura del glande, rendendolo più sensibile.

L’intervento di circoncisione rimuoverà questo sintomo facendo sì che il pene sia meno sensibile, condizione che passerà anch’essa in breve tempo.

Passato un mese e guarita la ferita, si potrà infine riprendere la vita di tutti i giorni e coltivare nuovamente la propria sfera sessuale senza nessun problema.

Leggi anche: Andrologo & Fimosi: come può aiutarti questo specialista

In conclusione

Abbiamo illustrato quali sono le procedure di medicazione da attuare durante la convalescenza post circoncisione.

La guarigione da un intervento chirurgico è un processo molto delicato che non va lasciato al caso per non rischiare la propria salute.

Per chi soffre di fimosi esiste inoltre un’alternativa alla circoncisione: Phimostop. Si tratta di un sistema di tubuli di varie dimensioni che consente di distendere il prepuzio fimotico senza dolore ed evitando di ricorrere a interventi chirurgici.

Ribadiamo comunque la necessità di richiedere consiglio al proprio medico prima di prendere qualunque decisione al riguardo e di non agire mai autonomamente.

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