Analizziamo la circoncisione a 360 gradi per capire chi vi ricorre e per quali motivazioni.

Se stai effettuando ricerche su questo argomento è possibile che sia semplicemente curioso su questo tema prettamente maschile o che magari stia valutando l’ipotesi di ricorrere a questa pratica a causa di un problema come la fimosi.

Premesso che questo tipo di operazione chirurgica non è l’unico metodo per curare la fimosi, esistono anche ragioni di diversa natura che possono portare un uomo a decidere di sottoporvisi.

Nelle prossime righe parleremo proprio di quali circostanze spingono a praticare la circoncisione.

La circoncisione non aumenta la lunghezza del pene, come alcuni uomini credono.

Perché si fa la circoncisione? Principalmente per curare la fimosi.

Nel nostro Paese questo tipo di intervento viene praticato quasi esclusivamente per ragioni sanitarie. Come abbiamo detto prima infatti, una condizione che rende difficoltosa o addirittura impossibile una manovra come scoprire il glande può essere risolta proprio mediante la circoncisione.

Ma quand’è che il glande non si scopre da solo? Beh, quando per cause di vario genere, la pelle che ricopre il glande perde l’elasticità e la capacità dilatativa di cui è naturalmente dotata e applica un restringimento all’estremità del pene.

La fimosi è un’alterazione del prepuzio che può capitare a qualunque uomo a qualsiasi età e può presentarsi in due forme:

La prima è quella più seria in quanto impedisce la scopertura del glande sia quando il pene è a riposo sia quando è eretto. La seconda forma invece causa questo impedimento solo durante l’erezione.

Poiché l’intervento prevede la rimozione del prepuzio, di fatto libera in via definitiva da questa problematica chi decide di ricorrervi.

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La circoncisione nel mondo occidentale: ecco le altre motivazioni.

Tralasciando gli scopi curativi, in Europa e soprattutto negli Usa ci sono ogni anno diverse richieste di circoncisione stimolate da altre necessità.

In alcuni casi infatti, questo intervento viene richiesto anche in assenza di fimosi con lo scopo di diminuire leggermente la sensibilità del pene in caso di eiaculazione precoce o fastidio al glande durante il rapporto.

A riguardo è corretto dire che, sebbene con la rimozione del tessuto prepuziale avvenga un fenomeno di cheratinizzazione della mucosa del glande, diversi studi scientifici hanno dimostrato che in realtà non vi sono differenze significative tra un soggetto circonciso e uno non circonciso.

In presenza di ipersensibilità del pene e problematiche correlate, la circoncisione dunque non garantisce nulla e la cosa giusta da fare è rivolgersi ad uno specialista come l’andrologo.

Esistono anche casi in cui alcuni uomini decidono di sottoporsi a circoncisione per ragioni estetiche, specie negli Stati Uniti, Paese in cui oltretutto tale pratica si è diffusa a macchia d’olio negli ultimi decenni come metodo di prevenzione per infezioni e malattie veneree.

In merito all’estetica è opportuno sfatare il mito secondo cui con la circoncisione aumenta la lunghezza del pene. In realtà la rimozione dello strato di pelle che ricopre il glande non determina alcuna modifica delle dimensioni né in difetto né in eccesso.

La circoncisione è un rito sacro per i musulmani

La circoncisione per motivi religiosi: ecco il significato di questa pratica per ebrei e musulmani.

Scostandoci dagli aspetti puramente funzionali, è giusto accennare qualcosa circa lo svolgimento di tale pratica in ambito culturale e religioso.

Infatti alcuni popoli ricorrono alla circoncisione per ragioni strettamente legate alla tradizione e alla fede. Gli esempi più noti in questo senso sono gli ebrei e gran parte dei musulmani.

Entrambe le religioni hanno nella circoncisione un punto fermo in quanto sia nel Corano sia nell’Antico Testamento, questa pratica viene associata ad un patto con Dio.

Questo rituale ha origine da un patriarca comune ad Islam e Ebraismo: Abramo. Secondo le scritture infatti, Abramo si sarebbe auto circonciso sotto comando divino come simbolo di integrità, dal momento che il prepuzio è l’unica parte del corpo che si può rimuovere senza generare una mutilazione.

Nella cultura ebraica, la circoncisione deve avvenire otto giorni dopo la nascita di ogni bambino maschio e praticarla è un compito che spetta al padre. Naturalmente qualora questi non possegga le capacità per svolgere il rito, può rivolgersi ad una persona che si occupi della pratica in sua vece, il Mohel.

Nell’Islam la circoncisione può essere eseguita dal settimo giorno dalla nascita fino all’inizio della pubertà e sebbene in alcune correnti non costituisca un vero e proprio obbligo, è considerata comunque una buona pratica.

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Non vuoi praticare la circoncisione per curare la fimosi? Ecco le alternative.

Bene, speriamo di aver soddisfatto la tua curiosità sulle motivazioni per cui si fa ricorso alla circoncisione nel mondo.

Il giudizio relativo ai pro e contro di questa tecnica possono variare in maniera soggettiva, ma nel caso in cui tu fossi affetto da una fimosi e volessi evitarla ad ogni costo, sappi che esistono delle alternative non chirurgiche alla circoncisione.

Una terapia farmacologica che può aiutare a ristabilire l’elasticità del prepuzio consiste nell’applicazione di una crema, ma in molti casi questo stratagemma non apporta i risultati sperati.

Il metodo non chirurgico più efficiente è sicuramente l’utilizzo di Phimostop, un prodotto rivoluzionario che permette di eliminare la fimosi in maniera naturale e indolore.

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